ARCHITETTO Maria Lucia A L B E R T I N I  
architettura e arte due aa coniugate con passione

Cascina Fonte Strola 

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" Cascina Antica Fonte Strola" architettura e arte

Il complesso è circondato da verdi boschi e prati, dove in lontananza spicca la bellezza del Monte Rosa, tra il Lago Maggiore e il Lago d’Orta.

L'Architetto Albertini Maria Lucia  ha creato in questo spazio, esempio della sua professionalità, uno showroom  permanente delle sue opere.
 
"Il nome della “Cascina  Antica Fonte Strola” deriva da alcuni studi fatti sulle mappe storiche della zona, dai ricordie e racconti sul passato dei nonni . Si racconta  che in prossimità dei boschi della cascina c’era una fonte antica di origine medioevale dal  nome Strola,  Strola sta a significare in dialetto locale rigagnolo, che cola perenne. Questo prezioso  rigagnolo d'acqua perenne è ancora visibile tra le sterpaglie perchè in tempi è stato chiuso al pubblico e abbandonato..
Questa fonte prendeva il nome dal torrentello che circonda la cascina Roggia Strola.
La cascina si trova a ridosso dei muri antichi di un piccolo borgo. I cui rari resti li ritroviamo sulle facciate, sulla conformazione tipologica del piccolo borgo.  La sua forma ci segnalano che le sue origini erano evidentemente medioevali e che è sorto sulle fondamenta di un castello di campagna probabilmente dimora di un signorotto. Rimane la traccia della sua esistenza solo nel nome della via che si interseca con i muri antichi, appunto via “Castello”. Il borgo è attraversato da una strada che ricordo era acciottolata con sassi neri e  sbucava su  una magnifica gradinata   sempre in sassi ora asfaltata   scendeva alla chiesa del paese.
La strada  laterale al borgo,   anch'essa in ciotoli neri,  negli anni 70 è stata asfaltata, si chiamava "Carrà", ossia  "strada dei carri".  
Lungo questi  muri vi era molto probabilmente il percorso che portava alla Fonte Strola. Negli anni se ne sono perse le tracce, ma i vecchi ricordano che tutti passavano dalla cascina per andare a prendere l’acqua alla Fonte Strola.
Parte della vecchia cascina di proprietà del mio bisnonno era stata costruita da lui verso la fine del 1900 e sul lato est  è proprio soprastante i resti dei muri  antichi  in pietra del vecchio borgo.  La cascina è un caratteristico esempio di architettura rurale.
A conferma del fatto che c’era una strada  che fiancheggiava i muri antichi del borgo e che poteva portare alla Fonte Strola,  sono state rinvenute sotto i pavimenti, nel corso della ristrutturazione alcune vecchie pietre,  che molto probabilmente  facevano parte di un  percorso lastricato che si snodava  lungo i muri dell’antico castello, che portava verso  l'Antica Fonte della  Strola.  
Mia nonna raccontava di come l’acqua della Strola fosse  buona e cristallina e io stessa ero andata più volte alla Fonte per bere quell'acqua fresca di montagna. Sino a poco tempo fa la gente della zona  veniva ancora a prenderle l'acqua della Fonte  raccogliendola in  bottiglie”.
 Dove oggi esiste ancora solo un piccolo rivolo tra i rovii rovi  che ne impediscono l'accesso, una volta era una Fonte Famosa e unica fonte di acqua per molte perosne della zona.
Mia madre racconta della fatica  che una volta si faceva fare per portare a casa l'acqua buona e di come la gente del paese preferisse fare la scorciatoia passando dalla nostra cascina e dai campi vicini per andare alla fonte e rifornirsi di acqua ”.
I campi della tenuta attorno alla cascina  avevano ognuno un nome, "Pasquarò", campo per il pascolo, "Bitracca", cmapo bagnato,  "Cìos", "Campasc".
Erano tempi i cui tutti si aiutavano, i campi avevano un nome,  l’acqua era preziosa e per tutti era fonte di vita e di amicizia.
Un tempo e questo lo ricordo anch'io,  c’era molta acqua anche nella Roggia della Strola.  E  le donne  del paese andavano a lavarvi i panni, inginocchiate su degli scanni in legno che abbiamo ancora in cascina. E nei pressi della Roggia infatti troviamo ancora i resti di un bellissimo lavatoio abbandonato proprio ai piedi del bosco della cascina.

...La cascina nel corso degli anni è stata divisa in due proprietà che hanno agito sugli immobili trasformandoli e diversificandoli nel tempo sia come qualità dei manufatti architettonici che come conformazione tecnica degli ambienti.

 La sfida progettuale che ho dovuto affrontare, nel corso della ristrutturazione della Cascina,  durata anni dal 2015 al 2018, è stata quella di riportare la vecchia cascina e alcune sue parti molto ammalorate, alla loro forma originale, per mettere in evidenza la sua anima originale.  Riportando alla luce ripristinandole  le parti architettoniche ammalorate o deboli, come i tetti  le solette, a volte anche utilizzando con tecniche sofisticate in carbonio.. 
Alla fine la sfida è riuscita anche e grazie alla collaborazione di molti e  di alcuni bravi artigiani, la Cascina della Fonte Strola, ha ripreso la sua vitalità in forma moderna.
Con la ristrutturazione la vecchia cascina oggi  è stata trasformata nella sua interezza  come un unico corpo di fabbrica moderno e funzionale.
Ho dovuto anche affrontare il problema di dover uniformare ben 4 blocchi edilizi diversi per tipologia costruttiva ed edilizia,  essendo costruiti in epoche diverse che vanno dal primo novecento o forse prima agli anni ottanta. L'intento di base  che è per me sempre  fondamentale quando affronto un progetto,  è stato quello di rispettare  la conformazione storica strutturale dell'oggetto riportando alla luce le   presenze storiche  nascoste, mantenndo il più possibile il suo impianto strutturale originale,    adattando le parti  funzionali e distributive nuove   necessarie e indispensabili per rendere la struttura  moderna e usufruibile oggi adattando   le tecnologie di oggi, fotovoltaico, pompa calore  al suo impianto   orginale.

E da  un punto di vista distributivo, classicamente rurale con un un impianto originale allungato e stretto, classico  della nostra zona, dando  ad ogni spazio un "incarico d'uso".  Evitando così di creare angoli inospitali e dimenticati,  in cui non si ama soggiornare.


Oggi la Cascina dell'Antica Fonte Strola può vantarsi  oggi di una buona capacità di accoglienza e convivialità  per  ospiti e  amici.

In questo palcoscenico naturale opero come architetto e artista.

Qui ho il mio studio e il mio atelier che aperto per chi  vuole  su appuntamento venire a visitare   l'esposizone permanente delle mie opere.    

 
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.. e la storia continua...

Nel corso dei lavori di ristrutturazione sono state rinvenute in un'ala ad est dell'immobile tracce di forni per la cottura dei mattoni del periodo, si suppone di  fine  settecento, come confermano le carte Teresiane e  come confermato dai racconti dei vecchi che parlano dell'esistenza di una fornace per la cottura dei mattoni.  Va detto,  come la storia dell'architettura ci insegna, che nelle vicinanze di importanti costruzioni  come ville in mattoni in quell'epoca, si organizzava nelle loro vicinanze una fornace per la produzione dei mattoni.   Infatti al di là della Roggia Strola, abbiamo la Villa Magnani che risale a quell'epoca, purtroppo anch'essa, come il suo lavatoio è in stato di abbandono.
Altra traccia che ci conferma  la presenza di un uso del'ala come una antica fornace è il fatto che l'area attorno al complesso edilizio  risulta essere ad un livello molto più basso rispetto al livello del contesto  e delle campagne  che lo circondano.
Questo  è un elemento importante per occhi esperti, perchè questa particolare conformazione del terreno ci segnala che evidentemente la terra circostante l'area, su cui si è poi in epoche successive sviluppato il complesso della cascina, è stata  rimossa dall'uomo. Dai sondaggi geologici del  terreno circostante l'immobile  è risultato la presenza di una buona percentuale di terreno argilloso. Terra   terra argillosa  ottima appunto  per la costruzione dei mattoni. Queste particolarità ci fanno quindi supporre che un enorme quantità di terreno è stato rimosso e utilizzato per la cottura di mattoni da costruzione.  Come appunto confermato dallo stato rilevato dei muri interni.
 
Le murature bruciate della fornace hanno richiesto un attento intervento di consolidamento strutturale .
Sono stati mantenuti con difficolta e ricerca di soluzioni tecniche specifiche, i soffitti originali per  portare alla luce i voltini in mattone caratteristici di questo immobile.
Sono stati mantenuti i pavimenti in cotto antico e vecchi ritrovati. La cascina era evidentemente come si distingue nelle mappe antiche composta originariamente da un primo unico corpo centrale, attorno al quale poi, nel corso dei secoli e delle generazioni, sono stati costruiti altri corpi edilizi, sino a renderla e a trasformarla in quella che oggi è nella forma ad elle dello stato attuale.

E’ stato un progetto impegnativo di recupero integrale di un caratteristico immobile  rustico agricolo della zona del novarese, formato da un struttura diversificata di muri portanti di tipo misto, sassi e mattoni. Gli stessi sassi che ancora oggi troviamo nel nostro terreno, forse i sassi recuperati dai resti dell'antico castello medioevale .
Muri portanti senza fondazioni, che sono stati sanificati dall'umidità e volutamente, dove è stato possibile, mantenuti a vista con soluzioni tecniche ed estetiche per il passaggio degli impianti.
L'attenzione posta dall'arch. Albertini per il contesto e le problematiche che si venivano a  creare nel corso dei lavori, hanno così suggerito interessanti soluzioni architettoniche e tecniche  in conformità dei vincoli urbanistici ed edilizi progettuali.  
L'immobile che si integra perfettamente con il contesto naturale che lo circonda, è all'avanguardia anche per il risparmio energetico grazie ad un differenziato  impianto ibrido e fotovoltaico.

La struttura ad  elle dell’immobile crea così  un ala  riservata tra la campagna e i boschi circondati dalla Roggia Strola e la corte a sud dove è stata posizionata una fontana antica originale in marmo a ricordo della antica Fonte Strola.
L'Architetto Albertini ha creato in questo spazio unico,  esempio della sua professionalità, un luogo espositivo permanente delle sue opere, atelier e studio, dove si coniugano arte natura e architettura.


Il complesso, posto  nelle vicinanze del Lago Maggiore e del Lago d'Orta, a un kilometro dall'autostrada, è circondato da  boschi e spaziosi prati, dove in lontananza spicca la bellezza del Monte Rosa, è uno spazio che  si configura come il  luogo ideale per progetti  ambiziosi di esposizioni e per grandi installazioni artistiche e incontri d’arte...segue ...

 
 


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